OLIO E LEGGENDE

Non è solamente la storia a parlare dell’olio. Anche molte leggende sono legate a questa pianta. Si pensi ad esempio ad Ulisse che scavò il letto di nozze in un tronco di olivo. E la tradizione vuole che a Djerba si trovi ancora l’ulivo più antico in assoluto che sarebbe stato, appunto, piantato dal protagonista dell’Odissea.
All’opera attribuita ad Omero (che lo definisce “oro liquido”) è anche legata l’usanza degli atleti delle Olimpiadi ad ungersi di olio d’oliva il corpo nudo prima della gara. Tra le sue varie funzioni c’è quella di premio per gli ateniesi vincitori e per i romani più meritevoli. Il tempo fa in modo che l’olivo e l’olio entrino di peso in varie tradizioni: per gli egizi è un dono della dea Iside, per i Greci nasce grazie a Minerva, secondo gli ebrei è conosciuto già all’epoca di Adamo. Nel Medioevo, come testimoniano documenti dell’epoca, è uno strumento di culto più che un prodotto alimentare. Un’usanza vuole che il rametto si appenda alla porta di casa, sull’acquasantiera, al lato del letto o in corrispondenza di immagini sacre. Un’altra, invece, in caso di tempesta induce a bruciarne dei ramoscelli con la speranza che «tutto vada liscio come l’olio». L’olio diviene simbolo di buon auspicio, sicuramente, ma è importante anche come medicina. Per molti è un farmaco buono per curare tutti i malanni, perfino (insieme all’aceto) contro la peste. Apprezzato da Ippocrate, Galeno e Discoride, viene sempre più tenuto in considerazione dalla scienza medica.


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