OLIO DI OLIVA E ATEROSCLEROSI

L'aterosclerosi è spiegabile, in parole povere, come un “intasamento” delle arterie (le “condutture” che portano il sangue….. ricco di ossigeno dal cuore al resto del corpo) dovuto all'accumulo di lipidi (grassi), carboidrati, tessuto fibroso e depositi di calcio. Questi “grumi” interni ai condotti si presentano come delle placche giallastre, e sono strettamente collegate alle abitudini alimentari, oltre che ad altri fattori come il fumo e l'ipertensione (pressione sanguigna troppo elevata). Per il primo di questi fattori l'olio di oliva può avere una incidenza positiva: i grassi animali per il loro elevato contenuto di acidi grassi insaturi innalzano i livelli di colesterolo, la spremitura di olive al contrario è ricca di acidi grassi monoinsaturi, come l'acido oleico, che non ha né effetti “eccessivi” sul colesterolo (ipercolesterolemizzanti) né effetti di diminuzione della quantità necessaria (ipocolesterolemizzanti).

L'aterosclerosi (anche detta “eziopatogenesi”) è una delle malattie più diffuse nei Paesi industrializzati, in cui è la principale causa di morte. E' una patologia che insorge anche per motivi genetici, tuttavia accanto a questi ci sono anche cattive abitudini come il fumo e un'alimentazione scorretta. Contribuiscono anche ulteriori fattori: l'obesità, l'essere di sesso maschile, il diabete, un'età fra i 45 e i 55 anni, l'ipertrigliceridemia, la gotta, i contraccettivi orali e l'inattività fisica. Sull'alimentazione si può ad esempio lavorare per la prevenzione: molte ricerche cliniche su diverse popolazioni hanno messo in evidenza come la malattia sia strettamente legata alla dieta. C'è una netta differenza, in senso negativo, nell'incidenza dell'aterosclerosi nelle nazioni ad elevato sviluppo economico rispetto a quelle in via di sviluppo. Negli stessi Stati ad alto regime di vita si notano spiccate differenze regionali, a seconda del tipo di alimentazione. Le ricerche hanno ad esempio accertato che l'eccesso di colesterolo (ipercolesterolemia) è favorito da un'alimentazione ricca di grassi animali: l'eccesso di colesterolo è peraltro direttamente collegato alla formazione di placche nelle arterie, ed è uno dei fattori di rischio maggiori. La ricerca “Seven Country Studies”  in particolare ha dimostrato il legame fra la malattia e l'eccesso di grassi animali, mentre un buon equilibrio (senza eccessi di colesterolo, né in positivo né in negativo) si ha con l'impiego nella dieta di acidi grassi monoinsaturi, come l'acido oleico di cui l'olio di oliva è ricco. La ricerca ha ad esempio messo in evidenza come in Finlandia (e in generale in Nord Europa) l'incidenza di malattie coronariche legate alle aterosclerosi sia più frequente  rispetto agli Stati Uniti. E se soprattutto il paragone viene fatto con l'area mediterranea la differenza è ancora maggiore. Il messaggio che deve “passare”, analizzato il complesso di ricerche sul tema, è che il consumo della carne e dei grassi di latteria deve essere contenuto, o nel caso dei Paesi a dieta ricca di grassi animali diminuito, ma non è necessario esagerare: non serve insistere con diete eccessivamente ridotte in lipidi come, ad esempio, quella giapponese. Gli oli vegetali, incluso quello d'oliva, sono raccomandati al posto dei grassi animali ma va tenuto presente che tutti i grassi sono ricchi di calorie e l'obesità diventa un problema quando diminuisce l'attività fisica. L'olio d'oliva, infine, è raccomandato ancora per i suoi influssi positivi sulla perossidazione cellulare: che è una delle cause dell'aterosclerosi (la formazione di placche nelle arterie).

 


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